Torrione 2018: il vino simbolo di Petrolo compie trent’anni

30 Novembre 2020

AUTORE

Burton Anderson

Burton Anderson è uno scrittore americano originario del Minnesota, vive in Italia e scrive di vino, cibo e viaggi.
Nei primi anni '80 pubblica "The Wines & Winemakers of Italy" , libro che ha reso celebre il made in Italy enoico fuori dai confini nazionali. Burton ha dato un contributo notevole alla divulgazione del vino italiano nel mondo facendone conoscere l'originalità, le potenzialità e le eccellenze territoriali. E' inoltre l'ex direttore dell'International Herald Tribune a Parigi. Il New York Times lo ha definito "la massima autorità sui vini italiani in lingua inglese".

Torrione 2018: il vino simbolo di Petrolo compie trent’anni

Alla fine degli ottanta Lucia Bazzocchi Sanjust prese in mano la tenuta di famiglia e decise che era giunto il momento di fare un vino che si distinguesse dalla produzione allora piuttosto ordinaria proveniente dai vigneti di Petrolo, nella Valdarno di Sopra. Nel 1988, assieme al leggendario Giulio Gambelli, ha creato il Torrione, un vino che il figlio Luca Sanjust, festeggiando l’uscita del 2018 che ha segnato il trentesimo anniversario dalla sua nascita, ha definito il “vin de château” di Petrolo perché deriva da uve coltivate in tutti i vigneti dell’azienda.

“Il Torrione ha rappresentato la svolta per Petrolo perché da quel momento in poi abbiamo puntato esclusivamente su vini di altissima qualità”, ha ricordato Luca nel ripercorrere la propria carriera di giovane artista che ha gradualmente rilevato l’azienda, trasformandosi in un appassionato viticoltore.

La fattoria di Petrolo, acquistata negli anni quaranta dalla famiglia Bazzocchi, faceva parte dell’antico feudo di Galatrona, la cui torre medievale sorge ancora oggi su fondamenta che risalgono all’epoca romana. Dalla fine degli anni ottanta Lucia e Luca si sono concentrati sulla produzione di vini di carattere da Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Trebbiano. Se negli anni cinquanta si contavano 1.500 piante per ettaro per una produzione totale di 3.500 ettolitri di vino, oggi sono 5.500 le piante per ettaro che producono circa 700 ettolitri per un totale di circa 70.000 bottiglie da 29 ettari di vigneto.

Petrolo ha puntato sui singoli cruMerlot dalla Vigna Galatrona per il Galatrona; Sangiovese dalla Vigna Bòggina per due tipi di Bòggina rosso e Trebbiano per il Bòggina Bianco; e Cabernet Sauvignon dalla Vigna Campo Lusso per il Campo Lusso.

Il Torrione, che prende il nome dalla torre di Galatrona, è un blend di Sangiovese con aggiunte di Merlot e Cabernet Sauvignon.

All’inizio Torrione era venduto come vino da tavola, così come molti altri vini illustri che al tempo erano conosciuti come “Super Tuscans”. Attualmente riporta la denominazione piuttosto esoterica di DOC Vald’Arno di Sopra Pietraviva Rosso. Qualunque sia il titolo, Luca lo descrive come “un perfetto esempio di rosso equilibrato, pulito e profondo, un vino che racconta, meglio di ogni altro, la vera identità del nostro territorio”.

“Le condizioni pedoclimatiche dei nostri vigneti sono eccezionali, diverse sia da Montalcino che dal Chianti Classico, una terra di mezzo, un punto di unione e di fusione tra i due archetipi della Toscana centrale”.

Il debutto del Torrione 2018 è coinciso con l’uscita del superbo olio extravergine d’oliva 2020, suggerendo un abbinamento ideale. Alla domanda con quali piatti eccelle il Torrione, Luca ha risposto senza esitazione “pane e olio”.

A proposito di accostamenti, Petrolo è stata tra le prima aziende rappresentate da Heres nel 2002 quando, come ricorda Luca, “Cesare Turini era solo un ragazzo”.

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