Anatoly Korneev: «Bertinga rappresenta la mia grande coincidenza»

11 Ottobre 2021

AUTORE

Sabrina de Feudis

Giornalista – Sommelier Direttore responsabile di Pugliosità, nuovo progetto editoriale che racconta il bello e il buono della Puglia

Pugliese d’origine, romana d’adozione, la passione per il cibo e il vino l’ha spinta a diventare Sommelier. Oggi fa parte dell’associazione “Le Donne del Vino Lazio”. Da dieci anni è una giornalista professionista e lavora nel settore enogastronomico. Il suo motto è: “Se arrivi in cima ricorda la fatica che hai fatto per raggiungerla”.

Le coincidenze sono fattori determinanti nel rivoluzionare il naturale flusso della vita, potenti, impreviste e irruenti scompaginano la quotidianità, determinandone un nuovo modo di viverla. Ama chiamarla “Grande Coincidenza” quella che ha colpito Anatoly Korneev, imprenditore di Simple, un’impresa che da anni apre le porte della Russia ai vini italiani, che dal 2015, proprio nella culla del Chianti Classico ha assecondato il suo sogno di diventare anche un produttore di vino. Gaiole in Chianti è il suo territorio preferito, complice la vendita del vigneto nominato, “Bertinga” da parte di Castello di Ama nel 2015 nasce, così l’idea di fare vino. Il fulcro di questa cantina sono proprio i suoi vigneti, piccoli appezzamenti incastonati nel cuore di una terra ricca e generosa, che riesce a conferire ai propri vini eleganza e longevità. La scelta di produrre IGT, nonostante i vigneti risiedano nella zona del Chianti Classico, è da attribuire al fatto di voler compiere un’ulteriore selezione,  per raccontare la singola parcella del vitigno d’appartenenza, senza essere imbrigliati nelle rigide regole dei disciplinari di produzione. Bertinga, Adine e Vertine, questi i nomi dei tre vigneti, che permettono a questa neonata azienda di produrre vini, selezionando anche singole particelle di essi, per conferire in bottiglia solo l’originale espressione di questa terra. In Bertinga la parola “terroir” ha un peso specifico importante perché i vigneti, uniti al terreno insieme alle scelte e al lavoro dell’uomo giocano un ruolo importante in questa partita.

Ventotto anni nella commercializzazione del vino e nel 2015 arriva La realizzazione della sua cantina, Bertinga. Cosa rappresenta questo passaggio nella sua vita?

Abbiamo fondato l’azienda nel ’94, orientandola alle importazioni esclusivamente di vini italiani, perciò non è un caso che oggi siamo leader assoluto nel settore del import. Siamo i rappresentanti esclusivi di 62 fornitori, provenienti da venti regioni italiane, ci mancano solo la Valle d’Aosta e il Molise. Mi intendo di vino, così come il mio socio, Maxim Kashirin, siamo stati insigniti dell’Onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, inoltre, ho scritto vari libri sull’Italia. Il nostro arrivo in Toscana nel 2015 in un certo senso è un passo logico e anche ponderato, come spesso succede nella vita, è stata una semplice coincidenza, anzi, la chiamerei la “Grande Coincidenza”. I nostri amici e fornitori vendevano un bellissimo vigneto senza cantina e l’abbiamo acquistato, un anno dopo ci hanno offerto di comprarne altri, degli splendidi terreni con una cantina incompiuta. Ora stiamo procedendo con i lavori per realizzarne davvero una che sia da sogno.

Come mai la scelta di investire proprio a Gaiole in Chianti?

Siamo esperti nel settore marketing e commercializzazione e ci interessavano esclusivamente due zone di produzione: Montalcino e la parte storica del Chianti, la cosiddetta Lega del Chianti: Gaiole, Radda, Castellina. Sono convinto che il potenziale di questi terreni è molto sottovalutato. Ci rendiamo conto di essere estranei a questo territorio, quasi 28 anni del nostro lavoro dimostrano che noi amiamo tanto l’Italia e la trattiamo con rispetto e premura, trasmettendolo a tanti russi. Vorremmo dare a Gaiole in Chianti la possibilità, attraverso la nostra comprensione del mercato, insieme ai nostri grandi vicini, di salire un gradino in più.

Con la sua società, la Simple, ha portato il vino italiano in Russia. Un’intuizione vincente, vero?

Nel ‘94 io avevo 25 cinque anni e Maxim ne aveva 27, quindi sì, certamente, è stata un’intuizione vincente e anche una felice coincidenza che comunque porta tanta gioia a un gran numero di fornitori italiani, aprendo le porta nel mercato russo.

Da dove nasce la sua passione per il vino?

Dopo la laurea io ho iniziato la mia carriera nell’azienda italiana Chianti Ruffino, il vino mi ha catturato e già dopo un anno e mezzo ho proposto a Maxim di avviare questa impresa.

Il vino italiano l’ha conquistato, cos’altro del nostro Paese l’affascina?

Tutto. La bellezza dei paesaggi, la cucina, la cultura – il terroir, unico e ricco, e la gente. Voi italiani siete il valore aggiunto che rende l’Italia un Paese vincente.

Qual è post Covid la situazione legata alle vendite del vino nel Mondo?

Sono cambiate tante cose. Per esempio, per quanto riguarda la Bertinga, abbiamo visto un rallentamento di tutti i processi. Ora è più difficile e costoso continuare con i lavori in cantina, le operazioni logistiche sono più complicate. Il Covid ha reso più faticoso raggiungere i nuovi mercati e per i nuovi prodotti è più difficoltoso arrivare al consumatore, il percorso è più lungo di prima però ci si diverte di più.

Il suo prossimo obiettivo?

Ne ho davvero tanti. Siamo un’azienda con una struttura molto complessa anche se dal nostro nome sembra di essere semplice. Abbiamo tanti progetti a breve e a lungo termine, stiamo per avviare la produzione di vino anche in Russia e in Georgia, investiamo tanto nell’istruzione, collaboriamo con molte Università. Uno dei miei progetti personali è legato all’unione delle Università Italiane con i professori russi, che hanno tanto da imparare dai loro colleghi occidentali. Amo il concetto del “Made in Italy” e sostengo il progetto che nel 2014, in una situazione politica molto complicata, ha lanciato l’Ambasciata d’Italia a Mosca con il nome di Made With Italy.

Bertinga 2016 IGT Toscana

È il primo vino, il ‘’Grand Vin’’ per dirlo alla bordolese, e il suo nome richiama alla cantina e al singolo vigneto d’appartenenza, diviso per metà in Sangiovese e per l’altra in Merlot. La selezione minuziosa impone l’utilizzo solo dei migliori grappoli dell’annata, permettendo di realizzare un blend di pura matrice bordolese dalla ricca profondità e dall’eleganza innata. Evidenti profumi terziari rievocano sentori di terra bagnata, caffè tostato, graffite, tabacco e petali di rosa leggermente appassiti. La frutta è presente nel profumo delle visciole. Vino carnoso, che al sorso invoglia la masticazione a conferma del corpo e della sua struttura. Ottima l’acidità e la lunga chiusura sul finale.

Sassi Chiusi 2016 IGT Toscana

È l’unico vino della selezione a essere prodotto con le uve provenienti dai tre vigneti di proprietà, proprio come avviene a Bordeaux con i ‘’second vins’’, i grappoli non utilizzati per il Bertinga, il vino emblema dell’azienda, vengono dirottati per il Sassi Chiusi. Questa bottiglia la si può definire come un “supertuscan chiantigiano’’ che, in virtù di una beva più agile e minor potenza rispetto al ‘’fratello maggiore’’, strizza l’occhio al consumatore che vuole iniziare a conoscere Bertinga. Rosso rubino vibrante, ricco di profumi che piano piano si rivelano, come la ciliegia e le more selvatiche, rose rosse e viole mammole compongono il bouquet floreale. La nota speziata è ben percettibile nel pepe nero e il sentore più dolce è dato dalle stecche di cannella, cioccolato fondente. Al sorso è caldo e la trama tannica è ben delineata senza essere invadente. Finale lungo che lascia presagire a quanto lo scorrere del tempo possa fargli onore.

Volta di Bertinga IGT 2016 Toscana

Prodotto dalla parcella numero dieci del vigneto Bertinga, l’unica rivolta a nord, la cui minore esposizione alla luce del sole e il cui suolo marno-calcareo pesante e freddo ben si adattano ad una varietà precoce come il Merlot, che gli conferisce un’impronta decisamente chiantigiana con note più minerali, freschezza e profondità. Rosso rubino compatto per questo Merlot in purezza, un vortice di profumi inebria l’olfatto, virando sui sentori più floreali e su quelli fruttati delle amarene, le spezie dolci come il cardamomo fanno da sfondo a questo quadro sensoriale. Il primo sorso evidenzia i tannini, che lo scorrere del tempo riuscirà a levigare, i profumi percepiti nella fase iniziale tendono ad amplificarsi al palato, buon equilibrio.

Punta di Adine 2016 IGT Toscana

Qui si cambia scenario, salendo a 520 metri sul livello del mare, sulla collina che da Gaiole porta a Radda. Il singolo vigneto soprannominato “Adine”, circondato da un bosco di rovere, è dislocato su due terrazze differenti, dalla parcella più alta di esso provengono i migliori grappoli di Sangiovese. Il suolo è di tessitura calcarea argillosa con prevalenza di alberese, che determina in bottiglia eleganza estrema e austerità. Questo vino, come anche il Volta di Bertinga, sono prodotti solo nelle migliori annate, secondo le attente valutazioni fatte dalla cantina. Rosso rubino compatto, un intenso bouquet di rose si manifesta in principio, vino profondo che ben delinea la carrellata di profumi che si svela in sequenza dai sentori di ciliegia, alle note di graffite, pepe nero e foglie di tabacco. Sorso levigato grazie alla trama tannica appena percepita. Buon equilibrio e bella persistenza, il prossimo futuro gli donerà un’evoluzione fortemente identitaria.

Chianti Classico La Porta di Vertine 2018

Il terzo vigneto è denominato “Vertine” e si trova sempre sui 500 metri d’altezza dislocato leggermente più a est, si sviluppa in un forma che ricorda un anfiteatro. Il terreno è simile a quello di Adine ma meno omogeneo, porta con se il dinamismo di Adine e la tipicità rustica, fresca e potente di Bertinga, da qui si ricava il Sangiovese per il Chianti classico. Vino, in tiratura molto limitata, nato per omaggiare il territorio d’appartenenza e riesce a farlo bene, l’impronta del Chianti Classico è ben evidente e il Sangiovese si identifica perfettamente. I profumi percepiti si alternano tra le note di sottobosco e i sentori più fruttati. In bocca conserva dei tannini ancora irruenti, questo è da attribuire al poco tempo trascorso in bottiglia, l’acidità ben si bilancia alla sapidità, regalando un finale prolungato nel tempo.

 

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