Domaine Bart: Life on Marsannay

7 Dicembre 2020

Domaine Bart: Life on Marsannay

Alcuni anni fa l’INAO (Institut national de l’origine et de la qualité), ha accettato di considerare la candidatura di 14 parcelle storiche di Marsannay per la promozione da “Villages” a Premiers Cru. Ciò che colpisce di questa decisione è il fatto che fino ad oggi l’AOC (appelation d’origine contrôlée) più settentrionale della Cote d’Or in Borgogna non ha vigneti classificati al di sopra della categoria “Villages”, uno ’sfottò’ storico condiviso solo da altre due AOC, Chorey-Les-Beaune e Saint-Romain, entrambe di minore importanza.

La decisione dell’INAO è stata motivata da un dossier presentato dal sindacato locale dei vignerons, contenente una richiesta ben definita di promozione di 14 lieux-dits di Marsannay ritenuti degni di passare da “Villages” allo status di Premier Cru. Sembra improbabile che l’esito arrivi prima del 2023, ma nel frattempo suspense e speculazioni si diffondono intorno a Marsannay, alias “il pianeta solitario della Borgogna”.

I 14 candidati includono vigneti di Domaine Bart, la stimata azienda vinicola di famiglia di Martin Bart, sua sorella Odine e suo figlio Pierre, con 21 ettari vitati nella Côte de Nuits, comprese le preziose parcelle Grands Crus di Chambertin Clos de Bèze e Bonnes Mares. Ma, come dice Pierre Bart, ” Il nostro cuore è a Marsannay dove abbiamo la maggior parte dei nostri vigneti”.

I sentimenti non contano per i funzionari dell’INAO, che agisce non solo come corte suprema del vino francese, ma anche come organo esecutivo a tolleranza zero. Per farla breve, Domaine Bart possiede parcelle in 3 dei 14 vigneti candidati, tra cui osservatori esperti (come il guru Armando Castagno) sembrano convinti che non più di 10 otterranno lo status superiore.

La famiglia Bart spera per il meglio, ma nel frattempo continua a eccellere con vini che si collocano tra i migliori di Marsannay- o, se vogliamo, tra i “Premier Villages” della Cote d’Or.

Nel box degustazione troverete 6 diverse etichette per esplorare le sfaccettature dei rispettivi lieux-dits vinificati singolarmente da Domaine Bart.

Marsannay Ouzeloy : L’esposizione e il terreno prevalentemente sabbioso con presenza di ciottoli portano a un’ottima maturità zuccherina che si traduce in vini con una notevole ricchezza di frutto e profondità.

Marsannay Longerois : Esposto a sud-est, il terreno è contraddistinto dalla presenza di ghiaie fini di origine calcarea. La parcella di Bart si trova nella sezione più alta del climat, vicino al bosco. I vini sono eleganti e slanciati, caratterizzati dalla dolcezza del frutto e tannini morbidi.

Marsannay Les Echézots : Solitamente è l’ultima vigna ad essere vendemmiata, caratterizzata da un terreno brullo con presenza di ciottoli misti a pietre e limi grigi. Vini classicamente austeri e minerali, la versione di Bart è sorprendentemente seducente e aperta.

Marsannay La Montagne : Lieu-dit tra i più amati da Pierre Bart, la parcella beneficia di un’esposizione a sud per via della curvatura della collina e da una ventilazione costante proveniente dalla piccola combe sovrastante. Alla vena tipicamente minerale di questi vini, Bart aggiunge un tocco leggermente speziato e avvolgente.

Marsannay Au Champ Salomon : Il suolo è di base argilloso con una presenza di ossidi di ferro che gli conferiscono il caratteristico colore rossiccio. Un vino spesso austero in gioventù, con la mano di Bart trova il suo equilibrio anche nei primi anni di bottiglia grazie agli aromi suadenti di frutta matura e spezie.

ENGLISH

 

Domaine Bart: Life on Marsannay

Recently INAO, the French national institute of appellations of origin, agreed to consider the candidacy of 14 vineyards of Marsannay for promotion to Premiers Crus. What was striking about the decision was that until now the most northerly AOC zone of Burgundy’s Côte d’Or has had no vineyards classified higher than the category of “Villages”—a historic snub shared only by two other AOCs, Chorey-Les-Beaune and Saint-Romain, both of lesser magnitude.

The INAO decision was prompted by a dossier presented by the local syndicate of vignerons containing a well-defined request for promotion of 14 historical lieux-dits of Marsannay deemed worthy of being upgraded from “Villages” to Premier Cru status. Final rulings seem unlikely before 2023, but in the meantime suspense and speculation run rife around Marsannay, a.k.a. “Burgundy’s lonely planet.”

The 14 candidates include vineyards of Domaine Bart, the esteemed family winery of Martin Bart, his sister Odine and her son Pierre, based in Marsannay with 21 hectares of vines in the Côte de Nuits, including precious plots in the Grands Crus of Chambertin Clos de Bèze and Bonnes Mares. But, as Pierre Bart puts it, “Most of our vineyards are in Marsannay, and they’re closest to our hearts.”

Sentiments don’t count to the functionaries of INAO, which acts not only as France’s supreme court of wine but also as a zero-tolerance enforcement body. To make things short, Domaine Bart owns parcels in 3 of the 14 candidate vineyards, among which expert observers (such as the Italian guru Armando Castagno) seem convinced that no more than 10 will gain the higher status.

The Bart family is hoping for the best, but in the meantime they continue to excel with wines that rate among the finest of Marsannay—or, for that matter, among the premier “Villages” wines of the entire Côte d’Or.

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