Fuligni: La devozione di una donna per la vite e il vino

6 Aprile 2020

AUTORE

Burton Anderson

Burton Anderson è uno scrittore americano originario del Minnesota, vive in Italia e scrive di vino, cibo e viaggi.
Nei primi anni '80 pubblica "The Wines & Winemakers of Italy" , libro che ha reso celebre il made in Italy enoico fuori dai confini nazionali. Burton ha dato un contributo notevole alla divulgazione del vino italiano nel mondo facendone conoscere l'originalità, le potenzialità e le eccellenze territoriali. E' inoltre l'ex direttore dell'International Herald Tribune a Parigi. Il New York Times lo ha definito "la massima autorità sui vini italiani in lingua inglese".

Fuligni: La devozione di una donna per la vite e il vino

La storia relativamente breve ma dinamica del Brunello di Montalcino trae lustro da un nucleo di aziende vinicole di famiglia che puntano alla produzione d’elite ai massimi livelli. Un esempio lampante è la tenuta Fuligni di Maria Flora Fuligni, che nel 1971 è stata una delle prime donne a ricoprire un ruolo fondamentale nel perenne patriarcato del vino toscano.

È stata una pioniera – riferisce Roberto Guerrini, suo nipote e proprietario dell’azienda-  una donna di grande forza che  ha deciso nella sua vita di sposare soltanto le sue vigne e i suoi vini. Ha dimostrato non solo coraggio, ma anche acume e grinta, poiché Fuligni è stata una delle prime aziende ad imbottigliare il Brunello negli anni Settanta, valorizzando al tempo stesso le nobili tradizioni di una famiglia che ha acquisito la proprietà nel 1923.

I visconti Fuligni di Venezia si trasferirono in Inghilterra nel XIV secolo con una truppa di condottieri al servizio di Edoardo III. Quando gli Asburgo-Lorena succedettero al Granducato, Luigi Fuligni fu inviato in Toscana come generale incaricato della bonifica dei terreni e gli fu concessa una proprietà in Maremma dall’illuminato Granduca Leopoldo. I Fuligni impiantarono vigneti intorno a Scansano in Maremma e vi fecero vino fino all’inizio del XX secolo, quando Giovanni Maria Fuligni si stabilì nella vicina Montalcino.

L’azienda da lui fondata si estende oggi su circa 100 ettari di terreno completamente coltivati in una fascia quasi continua sul versante orientale di Montalcino, dove, storicamente, si produce il Brunello più autentico. Le cantine si trovano a Cottimelli (a circa tre chilometri da Montalcino verso Siena) in una residenza settecentesca un tempo di proprietà dei granduchi Medici.

I vigneti si estendono per circa 12 ettari, situati principalmente a Cottimelli, orientati verso est ad altitudini variabili da 380 a450 metri sul livello del mare su terreni sassosi costituiti dalla formazione geologica di Santa Fiora (marna) di origine eocenica. Sono stati piantati nuovi vigneti esposti a sud-est su terreni con un mix di tufo e argille. L’età media delle viti è di circa 12 anni, anche se alcune risalgono a oltre 30 anni fa, conservando i vecchi cloni di Sangiovese della tenuta con una densità minore, che nel complesso varia da 3.333 a 5.000 piante per ettaro. Potature e diradamenti meticolosi garantiscono basse rese di uve selezionate e raccolte interamente a mano.

I vigneti – San Giovanni, Il Piano, Ginestreto e La Bandita – sono raccolti separatamente e assemblati secondo le tipologie di vino: Brunello di Montalcino, Brunello Riserva o Rosso di Montalcino.

Il Brunello di Montalcino viene vinificato in una cantina adiacente ai vigneti in tini di acciaio inox, rimanendo a contatto con le bucce per un periodo variabile prima della fermentazione malolattica. L’affinamento inizia in tonneaux di capacità 500 e 750 litri per alcuni mesi prima che il vino venga trasferito nelle tradizionali botti di rovere di Slavonia da 3.000 litri in una cantina sotto il palazzo mediceo del XVI secolo, oggi residenza dei Fuligni. Il Brunello per legge deve essere invecchiato per 4 anni; la Riserva, che proviene da uve raccolte nei vigneti più vecchi da annate superiori, deve essere invecchiata per 5 anni. Dopo l’affinamento in legno il vino viene trasferito in contenitori di acciaio inox prima di essere imbottigliato e conservato per circa 8 mesi prima della commercializzazione.

Il Rosso di Montalcino Ginestreto viene affinato per circa 6 mesi in tonneaux di rovere francese.

ENGLISH

Fuligni: A woman’s devotion to vines and wines

 The relatively brief but dynamic history of Brunello di Montalcino gleans luster from a nucleus of family wineries that aim their elite production at the highest levels. A prime example is the Fuligni estate of Maria Flora Fuligni, who took charge in 1971 as one of the first women to play a vital role in the perennial patriarchy of Tuscan wine.

She was a pioneer, says Roberto Guerrini, her nephew who manages the estate, recalling that she decided not to marry so that she could devote herself to her vines and wines. She showed not only courage but acumen and drive as Fuligni became one of the first estates to bottle Brunello in the 1970s, while enhancing the noble traditions of a family that acquired the property in 1923.

The Fuligni viscounts of Venice transferred to England in the 14th century with a troop of condottieri at the service of Edward III. When the Habsburg-Lorraine succeeded to the Grand Duchy, Luigi Fuligni was sent to Tuscany as a general charged with reclamation of land and was granted a property in the Maremma by the enlightened Grand Duke Leopold. The Fuligni family established vineyards around Scansano in the Maremma and made wine there until the early 20th century when Giovanni Maria Fuligni settled at nearby Montalcino

The estate he founded now extends over approximately 100 fully-cultivated hectares of land in an almost continual strip on the eastern side of Montalcino, where, historically, the most authentic Brunello is produced. The cellars are located at Cottimelli (about three kilometers from Montalcino toward Siena) in an 18th-century residence once owned by Medici grand dukes.

Vineyards cover about 12 hectares, located  primarily at Cottimelli, oriented toward the east at altitudes varying from 380 to 450 meters above sea level on stony terrain consisting of the Santa Fiora (marl) geological formation of the Eocene origin. New vineyards have been planted facing southeast on soils with a mix of tufo and clays. The average age of the vines is about 12 years, though some date back over 30 years, preserving the old Sangiovese clones of the estate with a lesser density, which over all varies from 3,333 to 5,000 plants per hectare. Meticulous pruning and thinning ensure low yields of grapes selected and harvested entirely by hand.

The vineyards—San Giovanni, Il Piano, Ginestreto and La Bandita—are harvested separately and assembled according to types of wine: Brunello di Montalcino, Brunello Riserva or Rosso di Montalcino.

Brunello di Montalcino is vinified in a cellar adjacent to the vineyards in stainless steel vats, remaining in contact with the skins for a variable period before malolactic fermentation. The aging process begins in tonneaux of 500 and 750 liter capacity for a few months before the wine is transferred to the traditional 3,000-liter casks of Slavonian oak in a cellar under the 16th-century Medici palace, now the Fuligni residence. Brunello by law must be aged for 4 years; the Riserva, which comes from grapes harvested in the older vineyards from superior vintages, must be aged for 5 years. After wood aging the wine is transferred to stainless steel containers before being bottled and stored for about 8 months before release.

Rosso di Montalcino Ginestreto is aged for about 6 months in French oak tonneaux.

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